L’essere umano tende a dare per scontato un sacco di cose, specie per quello che riguarda le esperienze comuni coi suoi simili. Che piaccia a tutti la cioccolata, che tutti si ricordino il primo bacio, che sia raro dimenticarsi e perdere qualcosa.
Curiosamente, piu’ si trova fra i suoi simili, piu’ una persona tende a dare per scontato molte piu’ cose. E’ normale, si pensa, che persone interessate alle stesse cose e con le stesse esperienze abbiano in comune i modi di fare suddette cose ed esperienze.
Normalmente, e’ vero.
Ma non sempre.
La piccola, luminosa palestra accoglie sul suo pavimento di legno un buon numero di nuovi studenti, già comodamente seduti sul loro cuscini e distanziati tra loro in modo da non intralciarsi a vicenda durante gli esercizi. Un lieve profumo di incenso accompagna l’aroma di calore umano che una decina di persone amanti di shampoo al sandalo e bagnoschiuma al pino portano ad un piccolo ambiente chiuso come questo.
Marika, lasciati i pensieri della giornata fuori dalla porta della palestra, entra sorridendo ai suoi studenti.
“Buongiorno a tutti quanti” dice con tono deciso e pacato. “E’ un piacere vedervi cosi’ numerosi a questa prima lezione del corso di meditazione e contatto col proprio mondo interiore. Mi presento, il mio nome e’ Marika, pratico discipline olistiche da piu’ di vent’anni e per questo corso saro’ la vostra insegnante. Non abbiate timore di farmi domande e chiedere chiarimenti”.
Il brusio indistinto di risposte allegre e cordiali mette Marika di buon umore. “C’e’ una bella energia”, pensa. “Cominciamo”.
La prima ora di lezione scorre senza intoppi. Respirazione, posizione, tutti i trucchi base del mestiere vengono recepiti in un istante dagli studenti, con grande compiacimento dell’insegnante..
“Benissimo. Come esercizio dell’ultima ora di lezione, proviamo a visualizzare il nostro Mondo interiore. E’ un luogo di calma, pace e sicurezza. Chiudete gli occhi, ricordate il respiro e lasciatevi guidare da queste emozioni. Saranno loro a mostrarvi la via per compiere i primi passi nel vostro Mondo interiore. Immaginate. Visualizzate questo spazio dentro di voi dove tutto va bene”
L’ora scorre senza un lamento. A fine esercizio, Marika suona una piccola campana tibetana per richiamare l’attenzione dei suoi studenti. Molti, se non tutti, si congratulano con Marika per la splendida lezione e perche’ non vedono l’ora di proseguire col corso.
Marika ringrazia e saluta ciascuno, poi sistema la palestra, non senza notare come la temperatura sembri salita di qualche grado e che a far compagnia all’incenso ora ci sia la traccia dell’aroma del legno che sta per iniziare a bruciare.
Ricordate pero’ cosa dicevamo sul dare per scontato? Marika non ha chiesto a nessuno dei suoi studenti cosa hanno visto nel loro Mondo interiore.
Passano settimane e mesi. Il corso procede liscio come l’olio ma man mano il caldo durante le lezioni aumenta e di pari passo anche l’odore inconfondibile del legno bruciato. Eppure la palestra sembra intonsa.
Arriva, fatidica, l’ultima lezione. Gli studenti del corso, quasi tutti presenti fin dalla prima lezione, si sono gia’ accomodati, oramai pienamente abituati alle prassi della disciplina. “Come ultima lezione, proviamo a fare qualcosa di speciale. Tornate a visitare il vostro Mondo interiore, esploratelo un po’, come al solito, poi raggiungete il vostro posto sicuro. Una volta li, interromperemo la nostra meditazione cercando di portare con noi qualcosa. Un’emozione, una sensazione, qualunque cosa”
Il calore non si fa aspettare granchè. Prima come presenza innegabile nella palestra comunque già abbastanza calda. Poi si fa via via sempre piu’ importante, fastidioso, quasi intollerabile. Alcuni dei presenti iniziano a dare segni di fastidio, chi tossendo, chi togliendosi la felpa. Marika, preoccupata, armeggia col termostato, salvo rimanere stupita dal fatto che anche il pannello di controllo segnala una temperatura esagerata all’interno ma non da segno di essersi accedo. C’e’ proprio caldo.
Come questo pensiero le spunta in testa, nota una cosa: uno dei pochi a non aver dato segni di fastidio siede ancora in posizione, sul parquet. Ma attorno a lui si leva un deciso e marcato filo di fumo. Marika ha il tempo di incuriosirsi, ma non quello di parlare, dato che di li a poco alcune lingue di fiamme rossastre spuntano da sotto il cuscino del suo studente. Il ragazzo, alto e voluminoso, siede con un’espressione determinata e rilassata dipinta sul volto dagli occhi chiusi.
Le reazioni di panico degli altri studenti scuotono Marika dal suo stupore, ma non lo studente, che evidentemente e’ cosi’ immerso nella meditazione dal non accorgersi di essere in procinto di andare a fuoco.
“Svegliati! Svegliati!” Esclama Marika, scuotendolo per le spalle dopo aver rischiato il fuoco che oramai lo avvolge, senza danneggiarlo in maniera apparente. L’approccio energico pare efficace, riportando alla coscienza lo studente e facendo scomparire immediatamente le lingue di fuoco.
“Che succede?” Chiede, un po’ spaesato
“Stavi andando a fuoco, guarda qua! C’e’ fumo ovunque! Cos’e’ successo? Stai bene?” Incalza Marika, presa dal panico.
“Certo! Sto bene! Ero nel mio posto sicuro e volevo riportare con me una sensazione di pace… Cosa… Cosa e’ successo?” Chiede lui, spaesato
“E’ successo che stavi andando a fuoco assieme alla palestra! Ma e’ impossibile!”
“Fuoco dici? Allora ha funzionato!” Esclama quasi trionfante lui
Marika lo fissa stupita, senza riuscire a formulare alcuna domanda, ma e’ cosi’ evidente cosa vorrebbe chiedere che lui l’anticipa, fissandola negli occhi.
“Il mio Mondo interiore e’ avvolto costantemente dalle fiamme”, afferma con tono calmo, come se fosse la cosa piu’ naturale del mondo.
Come se fosse scontato.
E solo in quel momento, Marika nota una scintilla rossa in fondo agli occhi dell’uomo.
